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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

SOLO UNA VOCALE

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 Mi piace insegnare italiano agli immigrati e mi piace farlo da volontaria, senza attestati da inseguire, senza performance da garantire, senza vincoli di classi e scadenze. Il mio ultimo "protetto" è un ragazzo neo diciottenne, di origine indiana, in Italia da quattro anni e ospitato in una comunità per minori in quanto allontanato da casa per problemi di alcolismo del padre. Lo chiameremo G. G. è esattamente l'opposto dello studente perfetto: non ha voglia di essere lì, sbadiglia, arriva in ritardo, non fa i compiti, si dimentica il materiale a casa, è convinto di sapere già l'italiano "sono già quattro anni che sono qui". Per fortuna di tutti, è educato, allegro  e gentile, questo sì.  A me non fa arrabbiare, dico la verità, a differenza della mia volontaria-collega che si arrabbia moltissimo per le sue mancanze. Io invece solidarizzo un po' con lui: è un ragazzo evidentemente smarrito, senza guida, in balia di quello che succede e degli attimi che si...